Fu nel 1400 che Bartolomeo Colleoni fece erigere, sui resti della rocca di Riperto, la chiesetta di S.Sebastiano, che venne in seguito dedicata a S. Rocco.
Posta sopra ad un costone, che ammantato di verde sovrasta Gardone, la chiesetta di s. Rocco �sempre stata meta di numerose passeggiate e il simbolo di Gardone Val Trompia, visibile com'�appena usciti dalla strettoia di Ponte Zanano.
La sua posizione strategica non era sfuggita neppure ai soldati dell'impero romano che a quanto pare,
in tempi passati, costruirono, sopra il costone roccioso, una torre di guardia.
Questa torre avrebbe poi dato origine, con il modificarsi della parola Guardia in Guarda e poi in
Guardione, al nome originale del capoluogo triumplino.
"Anche questa chiesa, come tutte le cose antiche", scrive Gasparini in un articolo apparso sul Giornale di Brescia, "ha il suo alone di mistero" e probabilmente si riferiva al famoso passaggio segreto di S. Rocco.
Raccontavano i nostri nonni, e tuttora si sente dire, che dalla vecchia chiesetta di S. Rocco si diparte un occulto cunicolo sotterraneo che, dopo essersi snodato per tutta la collinetta sottostante la chiesa, va a sboccare, a detta di diverse e divergenti testimonianze, per alcuni vicino al comune, per altri o sotto la villa Mutti Bernardelli oppure addirittura nella chiesa del Convento.
Ovviamente il tutto è supportato da testimonianze del tipo: "Hanno trovato", oppure: "Ci sono stati".
A questo punto �naturale domandarsi: "Dobbiamo credere all'esistenza di un passaggio sotterraneo che permetta di superare i 120 metri di dislivello che separano il santuario dall'abitato di Gardone?".
Pare che gli anni 1985/86 siano stati abbastanza fruttuosi per i "cultori" del cunicolo di S. Rocco. Leggiamo cosa scrive la squadra di protezione civile dell'AGESCI che nel settembre del 1985, in collaborazione con il GEGP di Magno, ha compiuto alcune ricerche in questa direzione.
"Numerose indagini in questo settore dovevano portare alla presunta individuazione dell'entrata del cunicolo, posta sulla parete sinistra dell'abitazione del custode sul retro della chiesa.
Ottenuti tutti i permessi, il muro venne abbattuto. Del passaggio segreto non venne trovata traccia.
Si scopr�soltanto l'esistenza di una piccola stanzetta murata a pianta quadrangolare, larga un metro
e alta due, con il soffitto ad arco ribassato.
Si �pure scavato per un buon mezzo metro sotto il pavimento della stanza fino a toccare la roccia
sottostante, senza per�trovare nessuna traccia di eventuali gradini o pozzi interrati, come riferito
da diverse testimonianze.
Sono stati anche esplorati, in seguito, alcuni cunicoli venuti alla luce durante i lavori di scavo,
sia in via Zanardelli che sotto il manto stradale di via Matteotti, senza per�raggiungere risultati
concreti.
Nel luglio del 1986 si giunse alla decisione di chiedere la collaborazione di una sensitiva di Milano,
specializzata in ritrovamenti di persone.
Essa ci disse che il cunicolo si dipartiva circa dieci metri sotto la chiesa proseguendo poi, alla
profondit�di quindici metri, fin sotto all'abitato di Gardone che essa, in un'immagine mentale,
non vedeva come paese, ma come una grande zona paludosa. Da qui la seconda spiegazione possibile
dell'origine del nome Gardone V.T., derivante dalla parola celtico-ladina Ward-Warda (Zona lacustre)".
In riferimento a questo fatto, riportiamo quanto scrisse, in un suo rapporto, un cronista radio-televisivo di una emittente locale gardonese, presente sul luogo durante l'intervento della sensitiva. "Essendosi portata dietro la casa del custode, la sensitiva utilizzava nelle sue ricerche una forcella metallica, che si spostava mano a mano veniva indicato il percorso del cunicolo sotterraneo. Potei constatare personalmente che il movimento della forcella non poteva essere trasmesso in alcun modo
non visibile dalla mano di chi la teneva, eppure la forcella subiva dei movimenti circolari allorché ci si avvicinava all'ubicazione del cunicolo.
Giunti alla base del campanile, vedemmo che la sensitiva era presa da brividi di freddo e, toccandole una mano, ebbi occasione di constatare che la sua temperatura corporea si era notevolmente abbassata.
Quello che disse in seguito siamo liberi di crederlo oppure no, ma i fatti riscontrati ed i fenomeni fisici manifestati sul luogo non sono frutto della pura fantasia di chi scrive.
Essa dichiar�che percepiva la presenza, molto al di sotto della chiesa, ad una profondit�di circa
16 metri sotto il campanile, di una stanza vuota, come una vecchia cascina di montagna, seppellita
forse da una grossa frana, nella quale sentiva e vedeva mentalmente la presenza di alcuni cadaveri,
probabilmente coinvolti e rimasti sepolti con la frana nella loro casa.
Quando chiedemmo ulteriori spiegazioni, ci disse che gli scheletri erano 3: di un uomo e di una donna
i primi due, mentre il terzo non sapeva identificarlo con esattezza. Concentrandosi meglio, afferm�che
percepiva il pianto disperato di un bambino... Cosa sia accaduto realmente tempo fa sopra la collina di
S. Rocco forse non lo scopriremo mai; purtroppo il tempo a disposizione della sensitiva era limitato e
non siamo riusciti a sapere altro".
Rimane il fatto che il mistero del cunicolo di S. Rocco è restato insoluto fino ai nostri giorni.